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Voci e Volti di Vittoria Comellini

Progetto grafico e impaginazione libro illustrato

Progetto grafico e impaginazione libro illustrato

CLIENTE Vittoria Comellini
DATA 2015

  • Voci e Volti di Vittoria Comellini
  • Brossura cucita filo refe
  • Formato 21x 25 cm
  • 200 pagine più copertina

Si ringraziano per il Patrocinio:

  • Comune di Monghidoro
  • Comune di Rebecq – Belgio
  • Associazione Nazionale Partigiani d’Italia
  • Comitato provinciale di Bologna
  • Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea nella provincia di Bologna “Luciano Bergonzoni”

Fotografie:

  • Emanuele Bacciocchi
  • Gianni Gitti
  • Tommaso Magni e Paolo Panzera
  • Marco Ruggeri

Ho sempre amato farmi raccontare storie. Cresciuta in tempi in cui la tradizione orale era molto diffusa, tutto questo era facile: non c’era la televisione, ma solo la radio e c’erano persone generose, parenti e amici, che ancora amavano raccontare storie ai bambini tramandando così favole, fatti, tradizioni, cultura e soprattutto codici di comportamento.

Per quarant’anni ho insegnato alle elementari, come si chiamavano una volta. Lì di storie ne ho ascoltate tante: quelle dei bambini e dei loro genitori, quelle dei nonni che venivano a scuola per raccontarci di come si viveva quando loro erano piccoli: era così che si cominciava a scuola lo studio della Storia.

Ho raccolto negli anni storie diverse di lontananze, episodiche o definitive, vissute come lutti da chi partiva e da chi restava. Lontananze dovute alla mancanza di lavoro, ma spesso anche a motivi politici, negli anni del fascismo.

Cercando storie di altri emigrati monghidoresi, avvenute in tempi più lontani, ho trovato nel libro di L. Arbizzani e N.S. Onofri, Gli antifascisti, i partigiani e le vittime del fascismo nel bolognese (1919 – 1945), più di 200 nomi di donne e uomini nati a Monghidoro e poi emigrati in quegli anni bui per le strade del mondo, lasciando dietro di sé una storia come partigiani o come vittime di una guerra certamente non voluta. Dietro ad ognuno di questi nomi c’erano intere famiglie, spesso imparentate tra di loro, ognuna delle quali comprendeva allora molte persone.

A Roma, presso l’Archivio centrale dello stato, ho trovato ben 45 fascicoli di altrettanti monghidoresi sorvegliati speciali dalla polizia durante il fascismo perché dichiarati “sovversivi”: quasi tutti emigrarono definitivamente lontano dai loro affetti, dalla loro terra.

Ma le categorie non rendono l’idea delle persone che ci sono dietro ad ognuno di questi nomi e dietro ad ogni nome c’è una storia che, chiunque lo voglia può leggere, immaginare o farsi raccontare.

Sono storie di un secolo ormai passato ed è soprattutto per questo che ho voluto elencare in questo libro nome per nome, una per una, le persone di cui sono venuta a conoscere le storie, prima che la polvere del tempo cancelli tutto, definitivamente.

Ho cercato di dare a queste persone, quando mi è stato possibile, una voce e un volto; perché se le immagini sono un modo per fermare il tempo, le voci sono un mezzo per prolungare nel tempo la memoria di chi ci ha lasciato e della sua storia, per continuare a ricordarla.

Parlare oggi alle persone e soprattutto ai giovani di eventi accaduti lontano nel tempo, comporta sempre un giudizio sul presente, un interrogarsi sul nostro avvenire e su quello dei nostri figli e nipoti: spero che questo libro serva anche a questo.

Vittoria Comellini

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